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Cronaca & Attualità:

CANICATTI': INCENDIO DISTRUGGE DEPOSITO DI MATERASSI, INDAGA POLIZIA

Un incendio ha distrutto la notte scorsa un capannone adibito a deposito di materassi in contrada Giardinelli Impisu, nelle campagne di Canicatti' (Ag). I vigili del fuoco sono stati avvisati solo in mattinata quando le fiamme avevano gia' gravemente danneggiato l'immobile e la merce. Sull'episodio indaga la polizia, che avrebbe trovato anche segni di effrazione sulla porta del capannone. 
 
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L'EDITORIALEConsulta l' archivio

Sostanze cancerogene. La guerra della Monsanto all'Oms e allo Iarc
di Fonte: lantidiplomatico.it

Il 20 marzo lo Iarc ha inserito il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo.

 

Conta di più un giudizio scientifico dell'Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) o della Monsanto? Nelrapporto del 20 marzo sulle sostanze ritenute cancerogene, lo Iarc -  Agenzia dell'OMS internazionale per la ricerca sul cancro – ha inserito il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo e sicuramente cancerogene per gli animali. Il glifosato è il principio attivo dell’erbicida RoundUp (venduto in 180 paesi) prodotto dalla Monsanto e di centinaia di altri prodotti per l’agricoltura in commercio. Lo riporta Giovanni Fez su il cambiamento.it

 

Come ha reagito la Monsanto alla notizia? Male, molto male. «Mettiamo in dubbio la qualità di questa classificazione - ha affermato Miller durante una conferenza stampa - l'Oms ha qualcosa da spiegare». Da allora la multinazionale ha attaccato lo Iarc mettendo in discussione la sua autorevolezza e “chiedendo” all’Oms di far sedere propri esperti ad un tavolo con gli uomini e i consulenti della multinazionale e le agenzie regolatorie per rimettere tutto in discussione. Consulenti pagati dalle aziende o esperti di parte allo stesso tavolo con scienziati dello Iarc e dell’Oms, con pari autorevolezza e pari voce in capitolo?
 

La domanda vera, prosegue Fez correttamente, è un'altra: chi ha finanziato gli studi presentati come scientifici dalla Monsanto che attestavano la sicurezza del glisofato e chi ha finanziato gli studi che ne attestano la pericolosità? 

 

Tra i primi a chiedere interventi in tal senso c’è Aiab, Associazione italiana per l'agricoltura biologica. «L'Italia e l'Unione Europea considerino immediatamente le misure necessarie per proteggere agricoltori e consumatori dal glifosato», ha chiesto Aiab. «Che il glifosato faccia male alla salute dell'uomo e dell'ambiente, che si accumuli nei cibi e nell'acqua, lo sappiamo da anni e da anni combattiamo contro questo e gli altri pesticidi, spacciati per innocui», dichiara il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli. «Ora - aggiunge - anche le agenzie dell’Oms indicano vari principi attivi come potenzialmente lesivi della salute in forma grave. Lo studio dello Iarc non solo riporta la probabile cancerogenicità del glifosato, ma rileva la correlazione fortissima con danni riscontrabili sul Dna umano: molti lavoratori esposti hanno sviluppato una alta vulnerabilità al linfoma non Hodgkin».


Basterà a fermare la Monsanto?

 

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11048

Sostanze cancerogene. La guerra della Monsanto all'Oms e allo Iarc
di Fonte: lantidiplomatico.it

Il 26 marzo del 2000 diveniva presidente della Federazione russa per la prima volta


di Eugenio Cipolla
 
Era il 26 marzo del 2000 quando Vladimir Putin, allora già presidente ad interim della Federazione russa dopo le dimissioni di Boris Eltsin del 31 dicembre 1999, vinse le elezioni presidenziali, battendo con il 52% dei consensi Gennady Zjuganov, capo del partito comunista russo. Oggi sono quindici anni esatti da quella data. Una ricorrenza che induce a diverse riflessioni.

Nel corso di questi anni, per dirla in maniera gergale, di acqua sotto i ponti russi ne è passata tanta. Non è facile tirare un bilancio dell’attività di Putin senza subire l’accusa di essere schierati con o contro di lui, così come non è semplice giudicare realmente la fondatezza delle migliaia di denunce che l’occidente ha mosso nei suoi confronti. L’ultima è quella di aver ordinato l’assassino di Boris Nemtsov, figura ormai sbiadita del panorama politico russo. Tuttavia, come ha raccontato l’Antidiplomatico
, sono tante le congetture che i media occidentali hanno messo in piedi su questo caso per alimentare l’evergreen “Putin cattivo dittatore, assassino di oppositori”.

Certo, magari il presidente russo non è il fulgido esempio di democrazia che tutto vorremmo, ma la differenza tra lui e i burocrati europei che hanno ridotto la Grecia a un pugno di macerie è così lieve che nemmeno la si percepisce. Con il piccolo particolare che almeno Putin non deve sforzarsi di fingersi democratico agli occhi del mondo intero.

Su una cosa, però, non si può discutere ed è lo straordinario cambiamento economico della Russia negli ultimi quindici anni. Quando Putin ha preso in mano le redini del suo Paese, si è trovato di fronte un quadro economico-finanziario disastroso. L’Unione Sovietica era finita da dieci anni e la Russia, non riuscendo a ripartire, era capitolata sotto le riforme sbagliate del duo Eltsin-Gajdar, fallendo. Oggi, invece, è una delle maggiori potenze mondiali, e non solo in campo economico.

Nell’infografica che potete vedere sotto, i numeri, che si riferiscono al periodo 1999-2013 (in attesa di quelli del 2014), parlano chiaro: il Pil è passato da 195 miliardi di dollari a 2.113, il pil pro-capite da 1.320 a 14.800 dollari, le riserve valutarie e aurifere da 12,6 a 511 miliardi di dollari, il debito pubblico dal 78% del Pil all’8%, le pensioni da una media di 499 rubli a 10.000, mentre gli stipendi da 1.522 rubli a 29.940.

E’ ovvio che la Russia non rappresenti un eldorado (la forbice tra ricchi e poveri è ancora molto ampia e ben 18 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà), ma questi numeri hanno permesso al Paese di resistere al doppio stress causato dalle sanzioni occidentali e dal calo del prezzo del petrolio (quest’ultimo ha influito certamente di più). Viene da chiedersi cosa ne sarebbe oggi della Russia senza tutto questo, come avrebbe reagito di fronte alle pressioni economiche dell’occidente. E’ difficile fornire una risposta certa, molto meno immaginarsela. 

 

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=11061

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