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Cronaca & Attualità:

Sicurezza lavoro: Napolitano, obiettivo ancora da raggiungere

La ricerca di condizioni di lavoro "sicure e dignitose" e' un obiettivo "che nemmeno oggi puo' dirsi raggiunto e che deve continuare a impegnare le autorita' italiane ed europee". Cosi' il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 56° anniversario della tragedia di Marcinelle. Napolitano, per il tramite dell'Ambasciatore d'Italia a Bruxelles, Roberto Bettarini, ha espresso in un messaggio sentimenti di vicinanza a tutti coloro che interverranno agli odierni momenti commemorativi della tragedia del Bois du Cazier: "Il ricordo della terribile vicenda di Marcinelle e' ancora vivo nelle famiglie e nei compagni delle vittime. Tutta l'Italia vi scorge l'emblema dei sacrifici affrontati dai lavoratori italiani emigrati in altri Paesi, impegnati a costruire un avvenire migliore per le giovani generazioni e un'Europa piu' moderna e solidale. Il dramma che oggi rievocate e' di stimolo alla incessante ricerca di condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutti. Si tratta di un obiettivo che nemmeno oggi puo' dirsi raggiunto e che deve continuare a impegnare le autorita' italiane ed europee". (AGI) 
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L'EDITORIALEConsulta l' archivio

LE TASSE AI LADRI E ALLA MAFIA
di Fonte: nocensura.com

Di Avv. Marco Della Luna

Pagate le tasse senza discutere! Sono per la mafia e per la partitocrazia!

Ormai è sotto gli occhi di tutti: le tasse che paghiamo vanno in mano ai ladri della politica, delle istituzioni, della burocrazia, delle mafie, che le usano soprattutto per arricchirsi, senza curarsi di spenderle bene e utilmente, nell’interesse collettivo. A Roma era così già 50 anni fa. E’ la costante nazionale, il carattere essenziale e immutabile dello Stato italiano. Rubare è lo scopo per cui si fa politica, e il mezzo con cui si fa politica, è il criterio con cui si fa carriera in politica e nell’apparato pubblico e partecipato.

Ovviamente ciò vale per la politica che tocca la palla – non per tutta la politica. Anche questo articolo è un atto politico, solo che non tocca la palla – anche se forse unge il piano inclinato della storia. Anche quella che Napolitano, eletto delle segreterie dei partiti politici, bolla come antipolitica, in realtà è autentica politica. Politica disingannata verso il tipo di forze politiche e i metodi politici che Napolitano tutela. Anche contro i contraccolpi dei suoi scandali.

In questo quadro, i divieti all’uso del contante, l’imposizione di tenere i soldi in banca e di rendersi completamente tracciabili, col Fisco che ti fa i conti in tasca e ti manda la dichiarazione dei redditi a casa, come se l’evasione fiscale dipendesse dall’uso del contante nelle transazioni spicciole, è un modo per consentire alla casta di saccheggiare direttamente e senza difese il cittadino, e per le banche di lucrare su ogni transazione, cumulativamente: 100 pagamenti di 100 Euro l’uno, a 1,5 Euro di commissioni, fanno guadagnare alla banca 150 Euro, se fatti con la carta di credito, e zero, se fatti per contanti.

 

Il principio della rappresentanza democratica parlamentare è clamorosamente e definitivamente fallito sia perché il Paese non ha più autonomia politica nelle cose che contano, sia perché i rappresentanti rappresentano le segreterie affaristiche che li nominano, e vanno contro gli interessi dei rappresentati.

Fino agli anni ’80 questo sistema di potere si notava meno, faceva danni sopportabili e compatibili con un certo sviluppo del Paese, con un certo benessere, garantito da una spirale costruttiva di investimenti e consumi, grazie al fatto che allora la banca centrale e i vincoli di portafoglio delle banche ordinarie garantivano il finanziamento del debito pubblico a tassi sostenibili escludendo il rischio di default. E grazie al fatto che le banche ordinarie si dedicavano all’economia reale anziché alle speculazioni finanziarie e alle truffe ai risparmiatori. E grazie al cambio flessibile.

Oggi gli uomini della buro-partitocrazia sono tutti in pasta, trasversalmente, tra loro e con la mafia. Sono tutti nella criminalità organizzata. Quelli che non lo sono direttamente e attivamente, lo sono comunque, perché consapevolmente e volontariamente fanno parte di quel mondo. Quindi sono corresponsabili. Non ci sono onesti, solo finti tonti e tonti tonti.

Questo sistema ovviamente non si lascia cambiare dal suo interno, perché occupa i canali elettorali, mediatici, istituzionali, e in buona parte anche quelli giudiziari (molti arrestati di oggi sono assolti di ieri); e l’”esterno”, cioè l’”Europa”, la Germania, trae profitto e potere economici proprio da questa situazione.

E’ quindi chiaro che questa gente, questa casta, questa cupola nazionale non la si abbatterà mai con le leggi, i tribunali, l’indignazione popolare, anzi continuerà a tramandare il sistema alle nuove leve. Non la si potrà mai abbattere con strumenti interni all’ordinamento dello Stato, che essa occupa. La potrebbero fermare solo mezzi rivoluzionari,  solo la ghigliottina. Oppure un padrone straniero che la sostituisca e prenda direttamente in mano la gestione amministrativa del Paese – ovviamente nel suo proprio interesse.

I leaders carismatici proposti al pubblico possono essere “puliti” di faccia, ma gli apparati dei loro partiti sono tutto un cupolone, funzionano in quel modo, quindi nessun governo potrà cambiare questo sistema. Con le loro migliaia di società partecipate e di onlus mai contabilmente controllate che ricevono e spartiscono i miliardi del business dell’accoglienza. Renzi, che invoca giustizia e promette pulizia, finge di non conoscere che cosa sono gli apparati dei partiti e di non sapere che, se si mettesse di traverso, semplicemente verrebbe sostituito.

E infatti le principali componenti della partitocrazia, superando l’ipocrita distinzione maggioranza-opposizione, si accordano tra loro sulle riforme del sistema elettorale e del Senato, riforme concepite per proteggere e rafforzare il sistema stesso.  E così alla Camera resta il sistema dei nominati: possono divenire deputati solo i graditi dei segretari dei partiti. La riforma del Senato mette quest’ultimo ancora di più nelle mani dei segretari, i quali vi collocheranno nominati regionali e comunali – cioè elementi presi dagli ambiti più ladreschi dell’apparato – dotandoli così di ciò che resta dell’immunità parlamentare.

Intanto, il governo ha allontanato il Commissario alla spending review, Cottarelli, che aveva ardito raccomandare la soppressione di 6.000 società partecipate mangiasoldi, una indispensabile greppia di consenso per la partitocrazia.

Le condizioni degli Italiani -tassazione, recessione, disoccupazione- continueranno perciò a peggiorare e peggiorare e peggiorare, finché questi non insorgeranno con le armi e non faranno fuori materialmente la casta parassita e criminale, o quella parte di essa che non riuscirà a fuggire all’estero. Ma non lo faranno mai: in parte emigrano – come da sempre io consiglio di fare – e in maggioranza restano a subire o a raccontarsi le favole, aspettando il padrone straniero, e di vendersi a lui. Dopotutto, non è questa la storica tradizione del Belpaese?

Marco Della Luna - marcodellaluna.info

 

Fonte: http://www.nocensura.com/2014/12/le-tasse-ai-ladri-e-alla-mafia.html

Gorbaciov: gli Stati Uniti hanno bisogno di nemici per esistere e per giustificare interventi militari
di Fonte: lantidiplomatico.it

Il conflitto in Ucraina è un pretesto per intervenire demonizzando la Russia

 

Gli Stati Uniti non possono esistere senza avere nemici, dal momento che mediante questi giustificano i loro interventi militari e la "pressione politica” che li mantiene in piedi. A sostenere questa tesi è il presidente dell'ex Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov: "Gli Stati Uniti hanno bisogno di un nemico per utilizzare la loro vecchia politica di pressione. Essi non possono vivere senza un nemico. Sono ancora schiavi dalla loro vecchia politica". Così ha parlato l’ex presidente sovietico in un'intervista a Russia Today.

Il politico sovietico, nobel per la pace, ha fornito come esempio il conflitto in Ucraina: gli Stati Uniti cercano un pretesto per intervenire e per questo motivo demonizzano la Russia attraverso i mezzi di comunicazione.
"Gli Stati Uniti sono alla ricerca di una scusa per intervenire... hanno bisogno di una figura nemica, e ancora una volta, lo stanno facendo... ogni volta che c'è molta tensione, ogni volta che c'è instabilità in un paese o in una regione, è l'occasione per un intervento", ha sottolineato.

Gorbaciov ha inoltre evidenziato che nel ventesimo secolo si avevano sempre due parti in conflitto, una contava sul sostegno dell'Unione Sovietica e l'altra aveva l'appoggio degli Stati Uniti.
 
L’ex presidente sovietico ha altresì sottolineato l'importanza della ristrutturazione del sistema politico e finanziario americano, dal momento che quello attuale porterà dei problemi e non è sostenibile nel lungo periodo.
In precedenza, Gorbaciov aveva avvertito i leader occidentali e russi sul pericolo di un nuova Guerra Fredda a causa del conflitto nell’Ucraina orientale.

 

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=9827

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