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Cronaca & Attualità:

Picchia paziente psichiatrico causandogli fratture alle costole, arrestato infermiere

Ricoverato aveva preso mela dal frigo senza chiedere il permesso

L'infermiere di una struttura psichiatrica é stato arrestato dai carabinieri e collocato ai domiciliari per aver picchiato un paziente causandogli la frattura di alcune costole e traumi vari, giudicati guaribili in 40 giorni. All'uomo è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare del gip del Tribunale di Trani. L'episodio è avvenuto nello scorso mese di giugno: sarebbe stato originato dal fatto che il paziente, senza permesso, aveva preso una mela da un frigorifero. Nei giorni scorsi il ferito ha confidato l'accaduto ad un altro paziente che ha sporto denuncia portando alla luce l'incredibile avvenimento.

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L'EDITORIALEConsulta l' archivio

Il Texas tenta lultimo disperato attacco alle infestanti super resistenti
di Fonte: stampalibera.com

L'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) sta valutando una richiesta di soccorso da parte dei legislatori del Texas per consentire agli agricoltori che coltivano cotone di utilizzare un erbicida controverso, che segna una nuova frontiera nella guerra contro le "super infestanti"; un tema che ha creato divisioni tra gruppi di agricoltori e di ambientalisti. A Maggio il Dipartimento di Agricoltura del Texas ha chiesto all'EPA una deroga per permettere ai coltivatori di irrorare i campi nel corso di questa estate con propazina - una sostanza chimica poco utilizzata nell'agricoltura degli Stati Uniti - per controllare una pianta invasiva conosciuta come Amaranthus palmieri o amaranto. L'amaranto, che può crescere fino a 7,6 cm al giorno, è una delle numerose specie invasive che hanno sviluppato una resistenza al principale erbicida usato nella nazione, il glifosato, che è ampiamente venduto da Monsanto come Roundup. Il Texas, per volere dei coltivatori di cotone di questo Stato, sta chiedendo all'EPA di consentire l'irrorazione con la propazina, il principio attivo dell'erbicida Milo-Pro, su un massimo di 3 milioni di ettari, che è quasi la metà della superficie che si stima sia coltivata a cotone in questa stagione. Il Texas infatti è il più grande produttore di cotone della nazione, che scorso anno contava per il 33% del raccolto totale, valutato in 5,2 miliardi di dollari, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti.
Il Centro per la Sicurezza Alimentare, un gruppo di pressione senza scopo di lucro, e altri difensori dell'ambiente, si oppongono alla proposta, sostenendo che la propazina pone potenziali rischi per la salute umana. La propazina è stata identificata dall'EPA come unpossibile cancerogeno per l'uomo ed è uno dei pesticidi il cui uso è limitato e che richiedono una licenza per l'acquisto e l'applicazione, secondo il produttore di Milo-Pro (un diserbante contenente propazina, ndr).
La propazina è strettamente legata all'atrazina, un erbicida usato da molti coltivatori di mais che oramai è vietato nell'Unione europea. Coloro che criticano questo diserbante molto simile, citano studi che indicano che esso può interrompere la riproduzione sessuale nelle rane, e causare potenziali problemi riproduttivi negli esseri umani.
L'EPA afferma che la somiglianza della propazina con l'atrazina suggerisce che la prima può causare interruzioni ai sistemi ormonali nei ratti, e ha il potenziale di filtrare fino alla falda o raggiungere le acque superficiali per ruscellamento in seguito alle piogge.

Secondo Jim Musser, un responsabile vendite dell'azienda Iowa Albaugh Inc., che produce Milo-Pro, questo erbicida è attualmente approvato dall'EPA solo per l'uso su colture di sorgo in Texas, Oklahoma, New Mexico, Colorado e Kansas.
La propazina fu originariamente registrata nel 1950 da parte dell'EPA, ma tale registrazione è stata annullata nel 1988, a causa della mancata fornitura da parte delle aziende chimiche dei dati richiesti per il monitoraggio delle acque sotterranee; una nuova registrazione è stata però rilasciata un decennio più tardi.
"Abbiamo venduto Milo-Pro per gli ultimi cinque anni e non abbiamo riscontrato problemi con le acque di falda o le acque superficiali dopo aver condotto i dovuti test", ha dichiarato Musser. "inoltre questo erbicida viene utilizzato su una superficie molto minore di ettari."
L'EPA solitamente legifera sulle esenzioni di emergenza entro 50 giorni e ha rifiutato di commentare la richiesta che le è stata avanzata.

"L'Amaranto è un problema molto serio per gli agricoltori", ha detto Bill Freese, analista delle politiche scientifiche presso il Centro per la Sicurezza Alimentare. «Ma la propazina non è la soluzione. In primo luogo abbiamo bisogno di pratiche agricole che non diano luogo a erbe infestanti resistenti, in modo da non dover ricorrere agli erbicidi tossici come trattamento."
Gli agricoltori statunitensi hanno avuto un certo successo nel controllo dell'amaranto utilizzando un arsenale crescente di erbicidi, ma la proposta del Texas sottolinea la sfida che gli agricoltori devono affrontare per evitare che questa malerba strangoli i loro raccolti.
"La resistenza delle infestanti è motivo di massima preoccupazione per noi", ha detto Ned Meister, direttore delle attività normative per la 'Texas Farm Bureau'. "Lo scopo della richiesta è quello di mettere un altro strumento nella cassetta degli attrezzi degli agricoltori per fronteggiare le malerbe che sono già divenute resistenti ad altri prodotti chimici. "
Per un decennio gli agricoltori hanno combattuto le infestanti che hanno sviluppato una resistenza al glifosato, soprattutto al Sud, dove una stagione di crescita più lunga e il clima caldo hanno fatto diventare questa zona il fronte della battaglia.
La Monsanto, con sede a St. Louis, ha rivoluzionato il mercato dei pesticidi alla metà degli anni '90, quando ha iniziato a vendere le sementi geneticamente modificate, alcune delle quali sono state modificate per resistere all'irrorazione con il glifosato, che fa morire le piante arrestandone la produzione interna di proteine. Gli agricoltori accolsero il Roundup della Monsanto, che poteva distruggere molte infestanti lasciando le colture illese. Ma per combattere le infestanti hanno utilizzato sempre di più erbicidi considerati ancora più forti del glifosato in questi ultimi anni, comprese le sostanze chimiche come il 2, 4-D e il dicamba.
Oltre che con i prodotti chimici, gli agricoltori possono cercare di arginare la crescita dell'amaranto ricorrendo ogni anno alla rotazione delle colture, piantando colture di copertura e praticando il diserbo manuale. Ma trovare manodopera per il diserbo manuale al giorno d'oggi è difficile, secondo i coltivatori di cotone.
"Una pianta di amaranto è in grado di produrre migliaia di semi, quindi non sono necessarie molte piante per trovarsi molto velocemente nei guai", ha detto Walt Hagood, un agricoltore di terza generazione che coltiva cotone, sorgo, grano e altre colture vicino a Lubbock, Texas. "In alcuni luoghi, l'amaranto sta cominciando a invadere interi campi."

 

Articolo di Jesse Newman, 19 giugno 2014

Fonte: http://online.wsj.com/news/article_email/texas-tries-last-ditch-attack-on-super-weed-1403221544-lMyQjAxMTA0MDIwMDEyNDAyWj

Fonte: http://www.stampalibera.com/?a=28058

Italia, ecco la riforma del Titolo V: rubarci acqua, luce e gas
di Fonte: stampalibera.com

Acqua, luce e gas: oggi la riscossione delle tariffe è italiana, domani potrebbe non esserlo più. Proprio i servizi vitali, che valgono «moltissimi miliardi» secondo il Tesoro, sono il vero bottino della grande privatizzazione, spacciata per “riforma”. Obiettivo per il quale sono stati all’opera, ininterrottamente, i tre governi messi in pista da Napolitano, senza elezioni: prima Monti, poi Letta, ora Renzi. Missione comune: svendere il paese, usando l’emergenza-spread e l’alibi del debito. Facilissimo: il boom del debito pubblico è la diretta conseguenza dell’austerity. Meno Pil, meno consumi, meno entrate fiscali. L’Italia, costretta a elemosinare gli euro attraverso i titoli di Stato filtrati dal sistema bancario che ha accesso alla Bce, va rapidamente in rosso. Col diktat del rigore, il debito pubblico esplode. Così il momento si fa propizio: il Giorno dello Sciacallo si avvicina. All’asta Poste Italiane e Telecom, poi si parla di Eni, Enel, Finmeccanica. Ma il boccone grosso è un altro: rete elettrica, acquedotti, gas. Reti e servizi da svendere. Prima, però, bisogna scipparli ai legittimi proprietari: Comuni e Regioni. Ed ecco in arrivo la “riforma” del Titolo V della Costituzione, cavalcata da Renzi.

Tutto già denunciato, a suo tempo, dalla trasmissione “La Gabbia” condotta su “La7” da Gianluigi Paragone, molto prima del “Patto del Nazareno” che ha reso evidente il piano oligarchico Renzi-Berlusconi per archiaviare il “rischio” della democrazia, amputando il Senato e soprattutto varando una legge elettorale “ad personam”. Il blog “Senza Soste” segnala l’ottimo servizio realizzato a settembre 2013 da Filippo Barone: “Italia, un paese in svendita”. In tre minuti, il trucco delle “riforme” è svelato: «Siccome la svendita delle quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica farebbe racimolare solo 12 miliardi di euro, il governo e i tecnici dei ministeri hanno individuato nelle “utilities”, cioè le società di proprietà di Comuni e Regioni che gestiscono beni comuni e vitali – acqua, luce e gas – come la vera miniera d’oro da vendere ai privati per fare cassa». Con la “riforma del Titolo V” della Costituzione, in poche parole, «lo Stato scipperebbe i territori della gestione di questi beni, da poter poi vendere: tutto questo sarà fatto da un governo illegittimo formato da persone non elette,  grazie a Napolitano».

Il video è fulminante. Parla l’economista ed ex banchiere centrale Fabrizio Saccomanni, allora ministro dell’economia del governo Letta. Saccomani, al G-20 del luglio 2013 a Mosca, è «impegnato a spiegare agli italiani che ci servono altri soldi, altri sacrifici, perché non sappiamo come reggere il debito». Lo intervista un giornalista dell’emittente finanziaria americana “Bloomberg”. Domanda al ministro: come pensate di ridurre il debito? «Stiamo anche considerando la possibilità di vendere le nostre partecipazioni in aziende controllate dallo Stato». Dunque Eni, Enel, Finmeccanica? «Sì, stiamo considerando questo». Quando, dopo alcuni minuti, la notizia arriva in Italia, il ministero si affretta a smentire. «Peccato che il video sia finito su Internet». Un paese in vendita ha bisogno di una vetrina dove esporre la mercanzia, riassume il reporter de “La Gabbia”. E allora, quale migliore occasione di una fiera? Bari, 14 settembre. Ci sono «rappresentanti del ministero dell’economia, il capo della Cassa Depositi e Prestiti (cassaforte del patrimonio italiano), esperti di fondi sovrani e rappresentanti di governi stranieri». Tutti d’accordo: svendere l’Italia è essenziale, urgente.

«L’Italia è stata colpita dalla crisi più di altri paesi», dice Franco Bassanini, presidente della Cdp. «Quindi, in Italia, oggi si possono fare investimenti e finanziamenti a condizioni molto favorevoli: ci sono ottime opportunità di investimento, in Italia». Bassanini, un tempo esponente della sinistra “riformista” italiana, è oggi un super-tecnocrate passato armi e bagagli ai “signori del mercato”, ai quali propone «ottime opportunità di investimento». Dall’ufficialità del forum di Bari, il servizio de “La Gabbia” si trasferisce nel party organizzato in un circolo privato, «al riparo da occhi e orecchie indiscrete». Mentre l’Italia precipita, «si organizzano incontri con uomini d’affari e fondi sovrani per vendere il vendibile». E dato che l’appetito vien mangiando, dice il reporter Filippo Barone, ecco il gran galà ben nascosto nel cuore del porto pugliese. Ricompare Bassanini, impegnato a spolverare un piatto del buffet: «Io non mi appassiono alle privatizzazioni», confida il capo della Cassa Depositi e Prestiti. E ammette: «Le privatizzazioni vanno fatte con molta cautela, perché il rischio della svendita è altissimo». Domanda: la cessione di Finmeccanica, Eni ed Enel era solo una boutade di Saccomani oppure corrisponde ai piani del governo? E qui arriva il colpo del ko: la svendita delle migliori aziende di Stato non basta, bisognerà strappare acqua, luce e gas alla gestione pubblica, regionale e comunale, e poter vendere i servizi vitali, la vera preda a cui ambiscono i “mercati”.

Nel chiaroscuro felpato del party, la risposta – chiarissima – arriva dal “numero uno” dei tecnici del ministero del Tesoro, Lorenzo Codogno. Le cessioni di Eni, Enel e Finmeccanica «hanno un senso», certamente, «ma il problema è che non prendi tantissimo, perché – ho fatto un calcolo un po’ di tempo fa – sono 12 miliardi, meno di 1 punto di Pil». Parola del responsabile della direzione analisi economico-finanziaria del dipartimento, ieri retto da Saccomanni e oggi da Padoan. Secondo Codogno, per abbattere il debito non bastano Finmeccanica, le altre maxi-imprese dello Stato, gli immobili pubblici. Serve, soprattutto, «il resto». E cioè «acqua, luce e gas», o meglio, le “utilities” che ogni Comune gestisce per i propri cittadini. «La vera risorsa – dice Codogno all’inviato de “La Gabbia” – sono le “utilities” a livello locale: lì sono veramente tanti, tanti miliardi».

Il problema – aggiunge il tecnocrate – è che quei servizi «non sono nostri, dello Stato: sono dei Comuni, delle Regioni. E quindi bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione, ed espropriare i Comuni e le Regioni». Letteralmente: “espropriare”. Conclude l’inviato di Paragone: «Sindaci, preparatevi. Le aziende di servizio devono finire in mano araba o cinese, poche storie». Gli italiani? Non protesteranno, non se ne accorgeranno nemmeno. A loro provvederà l’ottimismo di Matteo Renzi: servirà a presentare come “vecchiume da rottamare” anche il Titolo V della Costituzione, cioè il dispositivo legale che assegna agli enti locali l’autonomia finanziaria per creare e gestire le reti di distribuzione dei servizi pubblici vitali. Quelle che fanno così gola agli “investitori” esteri. Perché, come dice il dottor Codogno, valgono «tanti, tanti miliardi». Basterà gonfiare le tariffe, per incamerare utili stratosferici. E a quel punto, l’Italia – come Stato – sarà tecnicamente estinta. E i cittadini, in balia degli “usurai” di mezzo mondo, futuri padroni del paese.

http://www.libreidee.org/2014/09/rubarci-acqua-luce-e-gas-ecco-la-riforma-del-titolo-v/

Fonte: http://www.stampalibera.com/?a=28045

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